Un computer a 70€?

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti
  • Tempo di lettura:3 mins read
Raspberry Pi 400

Perelun non si occupa direttamente di informatica, ma si occupa ossessivamente di cambiamento ed una fondazione, la Raspberry Pi Foundation, ha attirato la nostra attenzione: si tratta di un ente benefico inglese il cui scopo è produrre computer a basso costo ma comunque in grado di funzionare dignitosamente, favorendo l’apprendimento della programmazione, dell’elettronica e della robotica.

Specifichiamo che quando scriviamo “apprendimento” non indichiamo per forza di cose una attività indirizzata ai bambini ed ai ragazzi: contrariamente a quanto comunemente si ritiene, gli adulti possono imparare.

Commodore VIC-20, una rivoluzione datata 1980: una tastiera (con al suo interno un computer) da collegare alla televisione, al tempo catodica e spesso in bianco e nero.

Il Raspberry Pi 400 è un computer a tutti gli effetti, contenuto all’interno della sua tastiera, un po’ come capitava con i personal computer Commodore degli anni 80 e 90. E’ piccolo, ma è veloce e può fare virtualmente tutto ciò che fa il vostro computer di casa: sfogliare le pagine di Internet, inviare messaggi di posta elettronica, ascoltare musica, vedere dei film, guardare video su YouTube, partecipare ad incontri virtuali via Zoom…

Perché ne stiamo parlando? Per il costo, certo, visto che con circa 70€ potete collegare al televisore un elaboratore e quindi soddisfare le esigenze di chi non desidera spendere molto o di quanti hanno bisogno di una seconda macchina per i bambini.

I bambini, proprio loro: la particolarità del Raspberry Pi 400 (e di tutti gli altri modelli venuti prima) è la presenza di una serie di connettori capaci di offrire la possibilità di interagire con il mondo reale: all’elaboratore si possono infatti collegare fili, schede, sensori, led, motori… ed il tutto è controllabile con poche e semplici righe di programma (si può usare il linguaggio Python, semplice e divertente).

Cosa mai potrà suggerirvi la vostra fantasia?

Quale bambina o bambino (e quanti adulti?) non sarebbe felice di riuscire a fare accendere dei led a proprio piacimento? I progetti realizzabili sono una infinità, il limite è davvero la fantasia. Vi è inoltre una attivissima comunità in grado di supportare i nuovi arrivati (anche in lingua italiana) verso progetti più complessi. Le basi dell’elettronica divengono in questo modo più fruibili, la logica alla base della programmazione dei computer più accessibile.

Temete di non essere in grado di spiegare “come si fa” a vostro figlia od a vostro figlio? Non abbiate paura: mettersi in gioco non è mai stato così facile ed imparare insieme potrebbe essere una esperienza memorabile. In futuro poi non è detto che Perelun non organizzerà dei corsi sul tema… Un altro punto a favore: Raspberry Pi 400 consuma pochissima corrente elettrica (2.5W a riposo) e, di conseguenza, il suo impatto ambientale è davvero ridotto.

Come associazione tentiamo di impegnarci per rendere il mondo un posto migliore e crediamo fermamente che i nostri comportamenti siano determinanti: anche decidere di ridurre le proprie pretese in campo informatico e tentare di adattarsi a strumenti semplici, ma potenti e che consumino poca energia elettrica, può aiutarci a fare la differenza.

L’articolo che avete appena letto, è stato scritto appunto utilizzando un Raspberry Pi 400.

Daniele Rostellato

Daniele Rostellato, psicologo e specializzando in psicoterapia, nasce a Padova nel 1975 e proprio presso l’Ateneo Patavino completa gli studi in filosofia della mente ed in psicologia cognitiva applicata. Si dedica da oltre quindici anni allo studio della filosofia buddhista, in particolare Chan e Zen, e si interessa al problema mente-cervello. Negli ultimi tre anni è stato impegnato nella sperimentazione scientifica in ospedale di Filosofia Clinica, il metodo che ha sviluppato. Coltiva la terra, suona la chitarra ed ama osservare le stelle.

Lascia un commento